D’un tratto Codogno, comune di 16mila abitanti della bassa lodigiana, è diventato più popolare di Roma o Venezia. Ma come si vive in queste ore nella zona rossa? Abbiamo raggiunto al telefono un amico di Codogno, al quale abbiamo chiesto di raccontarci il periodo di isolamento, anche attraverso alcune immagini.

Sembra quasi che tutti gli italiani siano transitati da Codogno o abbiano parenti o conoscenti che abbiano avuto a che fare con quella zona. Un’ordinanza del prefetto e del sindaco hanno isolato i codognesi dal resto del mondo. La maggior parte dei residenti sono in quarantena, perché almeno un componente del nucleo familiare risulta positivo al test per covid19 o ha presentato sintomi influenzali.

Da Codogno, dunque, non si entra e né si esce, salvo espresse autorizzazioni. La zona rossa è presidiata da posti di blocco. “I negozi sono chiusi – spiega il residente – ad eccezione di quelli che vendono beni di prima necessità. Si entra due alla volta bardati di mascherina. Le Farmacie sono chiuse, si comunica all’interno attraverso una piccola fessura, con diverse persone in fila ad aspettare un medicinale. Per diabetici, ipertesti o cardiopatici si tratta di medicinali salvavita”.

Ridotti al minimo i rapporti personali, anche all’aperto. “Nella piazza centrale molti circolano con mascherina e guanti – continua il racconto di chi è stato travolto dal coronavirus – ci si saluta a distanza, scambiandosi opinioni sulla situazione surreale. In una piccola bottega del centro i due anziani proprietari vivono alla giornata. la signora ha una mascherina che ha pagato 10 euro in farmacia. Suo marito cardiopatico, invece, non teme il coronavirus. Dice di essere un’erba grama”.

Ad essere chiuse sono anche le banche. “Sarà così fino all’8 marzo, poi chissà – continua il residente -. Gli sportelli bancomat non vengono riforniti. Pertanto diventa difficile acquistare anche i beni di prima necessità, a meno che non si abbia del contante da parte. Siamo additati come gli untori d’Italia e barricati senza poter avere una vita normale. Ci consoliamo avendo coscienza del fatto che forse in questo particolare periodo Codogno sia la città più disinfettata di tutto il Paese”.

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