“Voglio andare a farle una sorpresa all’ospedale dove l’ho incontrata durante il mio ricovero per tre settimane”. Pietro, 60 anni, è originario della Moldavia, ma cittadino romeno. “Un bastardo mi ha tolto la carta d’identità – denuncia il clochard – pensando che come tanti moldavi lo avessi falsificato”.

Per questa ragione Pietro, un lettore accanito, ex saldatore che parla correntemente francese e russo, vive per strada. Si è accampato a Bari da qualche anno. Ora dorme e vive su corso Italia. Il ponte ferroviario lo ripara dalla pioggia. Quando lo andiamo a trovare sta leggendo la Gazzetta dello Sport. Sul comodino di fortuna ha appoggiato qualche biscotto e un libro sulla storia di Abramo.

Pietro parla della sua vita, da quando è degenerata nel 1994 fino al recente divorzio. “Mia moglie ha fatto tutto da sola – spiega – e mi ha fatto un favore. Adesso sono libero e posso pensare al mio futuro. Vorrei incontrare la donna incontrata in ospedale, portarle un bouquet di fiori per dirle che sono innamorato di lei e che vorrei sposarla. Ci siamo scattati una foto, mi ha dato il suo numero di telefono, ma non l’ho ancora chiamata”.

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