“Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”. È uno dei versi più famosi del Canto V dell’Inferno, in cui Dante Alighieri fa raccontare a Francesca da Rimini la storia della sua passione adultera per Paolo Malatesta. Nel giorno dell’amore per eccellenza, prendiamo in prestito a modo nostro lo scritto del sommo poeta, perché un altro galetto, il revisore di bozze, ha trasformato l’evento di largo Albicocca in una commedia che di divino in questo caso non ha niente.

“Durante la serata  – si legge nel trafiletto andato in stampa – ci penserà il dj Carlo Chicco a lanciare rutti in pista”. Quando il buon Carlo ha pubblicato su facebook la foto del giornale, è successo il gibillero. Il tenore dei commenti, inutile dirlo, è da caserma. Personalmente, ben sapendo per esperienza personale che la scivolata è sempre dietro l’angolo, non riesco più a smettere di ridere.

Si va “meglio rutti che male accompagnati”, ad “Avanti rutta” e chi propone Bohemian Rhapsody a suon rutti e via così. Avanguardia pura. Il tema della serata è inevitabilmente passato da San Valentino a San Pellegrino, con buona pace del correttore automatico. Al collega che si è fatto sfuggire questa perla va un fraterno abbraccio. Prima o poi succede a tutti.

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