In alcuni casi la forma vale la sostanza, nonostante qualunque sforzo si possa fare nel tentativo di rendere migliori le apparenze. Da queste parti la chiamiamo faccia lavata. Bari sta cambiando, nella forma più che nella sostanza. E come se non bastasse ci viene ricordato ogni due per tre, quando l’attenzione sul cambiamento cala.

Il cambiamento dell’aspetto nasconde drammi umani e culturali che ogni tanto appaiono prepotentemente davanti ai nostri occhi, in luoghi simbolo della comunità, impossibili da ignorare.

È successo qualche sera fa col parcheggiatore abusivo – i daspo urbani ormai non si contano più -, così come accade questa mattina al risveglio nel cuore della città da bere, proprio davanti al Comune, il Palazzo dei baresi.

Un clochard dorme su una panchina avvolto da alcune coperte. Può essere chiunque e pure nel caso di una scelta volontaria, è disumano pensare che possa essere a suo agio in quella condizione. Dentro un carrello, che sorveglia per paura che qualcuno possa rubarlo, conserva tutte le sue cose. Poche cose malconce, magari recuperate da qualche cassonetto. Quell’uomo ha passato la notte sulla panchina, mentre tanti altri gli passavano davanti. Buongiorno Bari.

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