La fine dell’anno si avvicina e in Amtab prosegue alacremente il disperato lavoro per recuperare più risorse possibili, l’obiettivo del management aziendale è sempre quello sacrosanto di chiudere il bilancio in attivo, presupposto necessario sia alla riconferma della dirigenza, dal presidente Vulcano e il direttore generale Lucibello in giù, sia all’ottenimento del ricco premio di risultato per il direttore stesso.

Così, come già vi abbiamo raccontato in precedenza a proposito dei soldi mancanti per comprare i nuovi autobus, l’Amtab torna ancora una volta all’assalto dell’indennità di malattia. Sì, perché, come i lettori più attenti sanno, è venuto meno il finanziamento statale sugli oneri di malattia gravanti sulle aziende, e dunque quel 100% dei primi tre giorni, quel 50% dal 4° al 20° giorno e quel 33% dal 21° giorno, una volta pagato dallo Stato, oggi sono tutti interamente a carico dell’Amtab. Soldi diventati improvvisamente pesanti come macigni, ora che deve tirarli fuori di tasca propria.

Da qui l’idea di tagliare una quota parte dell’indennità di malattia, una cosa per altro paradossale se si pensa che, stando alle statistiche aziendali stesse, la municipalizzata del trasporto pubblico locale è arrivata a essere una tra le aziende col più basso indice di malattia. Perché quindi tutto questo improvviso interesse per un piccolo gruzzoletto? Certo, per carità, sempre soldi sono e non vanno di certo buttati, ma non è nemmeno giusto prenderli dalle tasche dei lavoratori.

Nel caso degli ultimi assunti, parliamo di uno stipendio alle soglie della povertà, circa 1000euro al mese, per un lavoro altamente stressante. L’autista, non dimentichiamo, è a stretto contatto con tutti i tipi di virus in circolazione e gli affollati bus sono un ricettacolo di germi e batteri. Da qui la richiesta presentata alla Prefettura per un sit-in informativo lunedì 23 dicembre in piazza Libertà.

A dirla tutta, se è vero che il primo a dare il buon esempio deve essere il capo, si potrebbe iniziare tagliando e recuperando i già elargiti ricchi bonus. I responsabili pare si siano divisi qualcosa come 8mila euro a testa, quello di Lucibello dovrebbe attestarsi su qualche decina di migliaia di euro. Ma forse questo è chiedere troppo.

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