Dall’inizio del 2019 ad oggi i negozi registrano una perdita di circa 300 milioni di vendite. L’online ha preso il sopravvento, complice anche il continuo susseguirsi di promozioni e offerte, tra cui il Black Friday di novembre. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Confesercenti Terra di Bari tra i negozianti del settore moda del capoluogo e della sua provincia.

Le vendite risultano ferme da settembre, proprio in vista dell’ultimo venerdì nero del mese di novembre. Ma non solo perché i singoli negozi locali sembrano soffrire la concorrenza delle grandi catene commerciali che la gente preferisce visitare, con alcuni negozianti che hanno infatti iniziato a proporre la propria merce direttamente sul web con siti e-commerce senza però grande successo.

A questo va aggiunto anche il fattore climatico. A causa del protrarsi del bel tempo, ad oggi nessuno ha ancora sentito l’esigenza di acquistare vestiti tipicamente invernali, che finiranno dunque per essere venduti direttamente nella stagione dei saldi. La soluzione potrebbe essere quella di posticipare la data di partenza della stagione degli sconti, alimentando in questo modo anche le vendite natalizie.

“Lo scorso 7 novembre – spiega Raffaella Altamura, presidente di Confesercenti Terra di Bari – la Confesercenti nazionale ha commentato con scrupolosità gli ultimi dati diffusi da Istat. Mentre la ripresa mensile del commercio registrata a settembre è rimasta sotto il punto percentuale, attorno allo 0,7%, il commercio elettronico è salito nello stesso periodo del 26,3%, dato più alto degli ultimi due anni”.

“La già citata crisi dei negozi – prosegue Altamura – è evidenziata da un dato negativo in confronto a questa tendenza, con una variazione del -0,4% rispetto al settembre 2018 e la prospettiva di una fine del 2019 altrettanto, se non più amara. Il risultato è quello di un anno solare che per tali attività si avvia a chiudersi in rosso, segnando il quarto anno consecutivo di crisi. Tutto questo è figlio di difficoltà strutturali per le quali il Governo è tenuto a trovare un antidoto. I negozi di vicinato necessitano di politiche attive, che ne tengano in considerazione il ruolo commerciale ma anche sociale. È compito delle istituzioni modernizzare la distribuzione del Paese e contrastare energicamente la concorrenza sleale del web, partendo da un livellamento delle disparità fiscali attualmente esistenti tra chi opera online e chi invece su strada. I negozi non hanno bisogno e non meritano ulteriori sanzioni o spese obbligate, dal Pos alla Lotteria degli scontrini, aggravi che rischiano di far precipitare la situazione, già complicatissima, del commercio urbano”.

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