La “guerra dei tavolini” che da mesi si sta consumando in special modo nel quartiere Umbertino, è giunta finalmente a una svolta. Certo è ancora presto per poter scrivere la parola fine, ma il Comune di Bari ha piantato i paletti che mancavano.

Parliamo delle regole per l’occupazione di suolo pubblico, da parte dei gestori di locali, al di là della strada, come nel caso di largo Adua, al centro di un vero e proprio scontro tra residenti e pubblici esercizi.

Tre locali sono infatti stati multati, nel recente passato, per aver posizionato tavoli, sedie e ombrelloni, sui marciapiedi difronte ai locali. Fermo restando che bisogna attendere l’ok da parte della Asl per quanto riguarda le norme igenico-sanitarie, sta di fatto che, almeno con la pubblica amministrazione è stato fatto un grosso passo avanti.

Il Comune ha stabilito, infatti, cosa possono e non possono fare i titolari delle attività: si a ombrelloni quadrati o rettangolari, no a paraventi vari, consentiti solo a ridosso dei locali stessi. Niente coperture in plastica e sopratutto, lo spazio libero deve essere maggiore rispetto a quello occupato da sedie e tavolini. Nel caso di vie e piazze di interesse artistico, servirà il parere della Sovrintendenza.

“Nessuno era contro ai ristoratori – ci ha detto Mauro Gargano, presidente del Comitato Salvaguardia Zona Umbertina – anzi, sono un presidio sul giardino. Non avevano la concessione per un problema burocratico, superato questo ora si possono ottenere le concessioni al di la della sede viaria. Si tentava di alimentare una contrapposizione che non era nei fatti”.

“Il tavolo di concertazione indetto dall’amministrazione comunale ha consentito di trovare una soluzione in linea con la normativa esistente. Il confronto, sereno e affrontato con spirito collaborativo – ha concluso – permette di individuare soluzioni condivise, evitando inconsistenti e controproducenti contrapposizioni”.

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