L'ospedale Di Venere, a Bari Carbonara.

Medici e infermieri dell’ospedale barese Di Venere e Fallacara di Triggiano sono sul piede di guerra. Non ci stanno a passare per ubriaconi, come si legge su molti commenti alla notizia diffusa stamattina. Il direttore medico delle due strutture ha diramato una circolare per molti versi inquietante.

Ricevute alcune segnalazioni, ha ritenuto opportuno ricordare che vanno segnalati prontamente i colleghi o i sottoposti che si presentano al lavoro in uno stato visibilmente alterato, in alcuni casi decisamente ubriachi e con un tasso alcolemico che non sia quello previsto, ovvero zero. I medici rifiutano l’etichetta, così come i colleghi infermieri, ma il dato è certo.

La circolare, che non fa nomi o descrive mansioni, è generica. Una specie di promemoria non solo ai diretti interessati, ovvero i dipendenti accusati di recarsi al lavoro ubriachi, ma anche una tirata d’orecchi a chi finora li ha coperti.

“Impossibile non accorgersi dello stato alterato del collega – spiega un dipendente del Di Venere – ma in quel caso che fai? Rischi di fargli perdere il lavoro denunciandolo all’azienda o ad altre autorità?” chiede e si domanda.

Nel silenzio, però, si corre il rischio di incappare in conseguenze spiacevoli per tutti. Nel mirino, dunque, non sono finite le intere categorie dei medici e degli infermieri, ma a quanto pare due persone in particolare, già in passato oggetto di trasferimenti. Gli episodi a cui si farebbe riferimento sarebbero recenti e per questo la necessità della circolare.

Il firmatario della circolare, il dottor Alessandro Sansonetti, per il momento non rilascia dichiarazioni. Una cosa è sicura, l’incertezza sui destinatari, pur essendoci evidentemente casi specifici, non fa altro che accrescere il senso di confusione tra gli utenti.

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