Nuove terapie farmacologiche con ridotto livello di tossicità che allungano la sopravvivenza della pazienti affetti da carcinoma mammario. Di questo si è parlato durante il convegno al quale hanno partecipato volti noti dell’oncologia italiana.

Il professor Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di oncologia senologica all’Istituto Tumori di Napoli, ha spiegato come i nuovi farmaci riescano a coniugare una grande efficacia a una ottima tollerabilità. “Trattamenti a bassa tossicità che ci consentono di cambiare la storia della malattia e andare avanti per anni senza incidere sulla qualità di vita della paziente che potrà continuare a combattere il carcinoma ma senza rinunciare alla vita sociale. Un grande passo avanti rispetto alla chemioterapia”.

“Stiamo ottenendo ottimi risultati sul carcinoma mammario, in particolare sui tumori maligni, detti freddi poiché il sistema immunitario non riesce a riconoscere il tumore come altro da se e a combatterlo. Questo nuovo farmaco immunoterapico (Atezolizumab) – sottolinea il dottor Vito Lorusso, direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Bari – aiuta i nostri linfociti a combattere il tumore. Entro pochi anni non dico che riusciremo a sconfiggere il tumore alla mammella ma si allungherà di certo la sopravvivenza delle pazienti da 6 a 25 mesi, che per un medico oncologico è un grande passo avanti”.

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