Le attestazioni di affetto nei confronti del Sestriere, della sua maialina, della sorella grande big maialina e di tutto ciò che ha rappresentato, sottolineano quanto il locale sia entrato nei cuori di tanti baresi e di quanti arrivavano dalla provincia per trascorrere qualche ora piacevole in compagnia.

Il messaggio da Libro Cuore dei titolari ha commosso tanti, ma dietro la cessione dell’attività c’è lo sfratto esecutivo in programma il prossimo 28 ottobre, dopo la proroga chiesta all’inizio del mese all’Ufficiale Giudiziario.

La decisione dei proprietari del locale è maturata in virtù delle numerose mensilità arretrare accumulate negli anni. Complessivamente sarebbero una 50. Uno sfratto doloroso, perché arriva nel pieno di una contesa giudiziaria. I titolari del Sestiere, infatti, accusano i proprietari del locale di non aver mai provveduto alla manutenzione, tanto che in alcuni casi è piovuto sulla testa dei clienti.

Dal canto loro i proprietari respingono al mittente ogni accusa, spiegando come l’episodio sia postumo allo sfratto. In sostanza, quando ormai era già in atto “la guerra della maialina”. Non sappiamo da che parte stia la verità. La cosa certa è che a decidere come stanno davvero le cose sarà un giudice. Resta l’addio malinconico a un’icona della movida barese.

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