I lavori di ristrutturazione del palazzo fermi da 2 anni, per alcuni problemi giudiziari legati alla passata gestione dell’Arca Puglia; la scarsa manutenzione stradale; gli scantinati di alcuni palazzi pieni di calcinacci e acqua, ma soprattutto lo sgradito ascensore in costruzione al Poliambulatorio della Asl.

Ieri mattina in due ore si è avuta la sintesi delle proteste portate avanti ormai da tempo dai residenti delle case popolari al quartiere Madonnella. Alcuni hanno bloccato l’esecuzione dei lavori di costruzione dell’ascensore giudicato futuro ricettacolo di poltiglia e ratti oltre che facile trampolino per i ladri di appartamenti.

Sul posto è intervenuta la Polizia Locale che ha provato a cercare un punto di incontro tra le ragioni della protesta e quelle dell’impresa inviata dall’Arca per la realizzazione dell’opera.

La soluzione dell’ascensore, meglio montacarichi, con un costo complessivo di circa 18mila euro, era stata scelta invece di una rampa sempre a causa della protesta dei residenti. L’originale struttura, infatti, avrebbe coperto i tombini fognari.

Alla fine pare che la soluzione sia stata trovata, nonostante le resistenze di alcuni abitanti, disposti ad andare a oltranza per evitare di trovarsi il montacarichi fuori dai balconi. L’abbiamo denominato “il patto della cancellata”. In sostanza, Arca Puglia, si è impegnata di mettere a proprie spese le inferiate a finestre e balconi che i ladri potrebbero raggiungere per colpa dell’ascensore.

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