Il telefono di Michele Genchi, 36enne del quartiere San Paolo di Bari, squilla ininterrottamente da stamattina. La gente vuole sapere se è vero che “la cappella di Santa Rita”, ricavata in un pezzo di cortile di un palazzo popolare all’angolo tra via Candura e via Pacifico Mazzone è abusiva. Questa è ciò che riporta una notizia diffusa oggi. Tutto abusivo, come abusivi sono alcuni degli inquilini delle case popolari e persino abusive sarebbero alcune attività commerciali.

Michele Genchi, incensurato, è scosso. Non riesce a credere a ciò che ha letto. “Sto davvero molto male – spiega – nessuno mi ha chiesto di mostrare le autorizzazioni. La cappella, che ho costruito e gestisco con enormi sacrifici è assolutamente regolare. Ho chiesto il permesso agli inquilini, ma ho soprattutto presentato un progetto all’allora Istituto Autonomo Case Popolari, oggi Arca Puglia”.

Quella cappella è un paradiso solidale, un pezzo di legalità in mezzo a tanti abusi. “Chi mi conosce sa bene che non avrei mai fatto niente senza essere autorizzato – aggiunge deluso Michele -. È venuta anche la Polizia Locale a fare gli accertamenti, ma non hanno trovato abusi. Mi hanno persino fatto i complimenti per quel giardino”.

La statua della cappella è costata circa 3mila euro, acquistata in un negozio di Roccaporena, perché Michele è devoto a Santa Rita. L’ha vista – per l’esattezza ha visto una suora – a centro strada prima di un grave incidente stradale. La stessa suora apparsa alla mamma durante la sua grave malattia. “Per realizzare il giardino – continua Genchi – ho chiesto soldi in prestito a una mia zia. Tutto sudore del mio operato”.

La festa in onore della Santa di Cascia celebrata al quartiere San Paolo il 22 maggio è una delle più sentite della città. “Il parroco annuncia che passo a chiedere un contributo per pagare la festa – aggiunge Michele – e rilascio ricevute per ogni donazione, anche solo per un centesimo. Quel giardino è frequentato ogni giorno da decine di fedeli. Ne sono fiero e continueremo a fare tutto alla luce del sole, com’è stato fin dal primo momento”.

“Mi sono ritrovato al centro di una bufera all’improvviso – incalza Michele – spero che la stessa solerzia nel dare questa notizia possa essere messa tutte le volte che organizzo manifestazioni benefiche a sostegno di bambini, anziani, disabili e terremotati. In cuor mio so di non aver mai fatto niente di male. Sacerdoti e amministratori, compreso il sindaco Decaro, hanno frequentato la cappella di Santa Rita rimanendo ammirati per come viene gestita”.

Ma c’è di più. “Circa due mesi fa sono venuti gli ingegneri dell’Arca per effettuare un sopralluogo – conclude Michele Genchi – il nostro prossimo obiettivo è infatti quello di realizzare un murale sulla facciata del palazzo di fronte alla cappella”.

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