Siamo alle solite: chiami il 118 e pensi di poter avere in un colpo solo un medico, meglio se con tre o quattro specializzazioni, un taxi, il furgone di un’azienda di traslochi, un supporto psicologico e pure uno sparring partner per sfogare ogni sorta di frustrazione psicofisica.

Stamattina vi raccontiamo l’ennesima storia che avvalora il teorema del “tanto il servizio di emergenza non si paga”. Intorno alle 6.20 arriva una chiamata dal parcheggio barese di Pane e Pomodoro. Una donna migrante urla, dice di essere stata picchiata, pare dal compagno. L’ambulanza arriva dopo un po’, anche perché la sbarra del parcheggio è chiusa.

Giunto sul posto, l’equipaggio trova un ambiente ostile. Due donne imprecano sui tempi, dicono che non basta l’infermiere, mentre una terza donna riprende tutto col cellulare. La migrante è in ambulanza per essere visitata. Si decide per il trasporto al pronto soccorso del Policlinico. Prima di partire, però, le astanti lanciano dentro l’ambulanza il grande borsone con le cose della migrante.

Nasce un diverbio perché l’equipaggio non può trasportare chiunque e qualunque cosa, soprattutto non sapendo cosa c’è all’interno di quel borsone e nemmeno posso mettersi a verificarlo in quel momento. Al Policlinico arrivano i carabinieri, chiamati quando erano ancora tutti nel parcheggio. La donna, stando a quanto è stato possibile apprendere, sarebbe stata oggetto di intervento da parte delle Forze dell’Ordine altre due volte durante la notte appena passata.

Sul corpo della paziente non ci sono tracce di sangue o altre visibili di maltrattamenti, ma questo è un altro discorso e saranno i militari ad accertare quanto accaduto. Un intervento come tanti, insomma, con finale neppure tanto a sorpresa: l’incertezza per l’equipaggio di quella postazione del 118 di essere dato in pasto alla rete, protagonista di un video senza filtri, a cui ognuno può dare la sua libera ed errata interpretazione.

L’ambulanza del 118 non è un taxi, il furgone di un’azienda di traslochi e i suoi occupanti non sono sparring partner. È “solo” un’ambulanza del 118 con personale in grado di scegliere come è meglio soccorrere chi ha bisogno di aiuto. Chi ne abusa dovrebbe pagare un ticket, in caso contrario non cambierà mai nulla.

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