La famiglia non era stata informata dello scarso rendimento del liceale e per questo giovedì scorso il Tar ha annullato la bocciatura. A giugno scorso il Consiglio di classe non aveva promosso il 16enne al terzo anno del corso quadriennale sperimentale del liceo classico.

Nonostante le insufficienze inanellate, lo studente potrà tentare di recuperare il debito scolastico attraverso gli esami di riparazione. La scuola in questione è il Liceo Orazio Flacco di Bari e nel mirino è finita la decisione del Consiglio di classe della II A.

La bocciatura non fu condivisa dalla mamma del liceale. La donna, infatti, avrebbe saputo dello scarso rendimento del figlio solo il giorno prima della riunione nel corso di una telefonata con la preside. Il Tar ha stabilito che prima di allora non c’erano state comunicazioni dirette ai genitori per informarli sullo scarso rendimento del figlio.

L’allora ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, nel 2009 dispose l’obbligo di garantire alle famiglie “una informazione tempestiva circa il processo di apprendimento e la valutazione degli alunni effettuata nei diversi momenti del percorso scolastico, avvalendosi, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di riservatezza, anche degli strumenti offerti dalle moderne tecnologie”.

Il Tar ha sancito l’insufficienza del registro elettronico, perché non tutti i genitori sono in grado di accedere alle comunicazioni informatiche e telematiche. A detta dei giudici la scuola avrebbe dovuto attivare forme di collaborazione più diretta. A dirla tutta, il Tribunale Amministrativo Regionale non ha disposto la promozione in senso stretto, ma ha ordinato di riammettere il ragazzo agli esami di riparazione.

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