Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. È sbagliato incolpare tutti i migranti di quanto accade nei locali che frequentano al quartiere Libertà. Dopo l’ultima maxi rissa in via Ettore Fieramosca siamo andati a raccogliere le testimonianze dei residenti che vivono nella zona.

I baresi sono stanchi di vedere le strade del Libertà teatro di risse tra migranti, così abbiamo cercato di comprendere il punto di vista dei migranti. C’è Sylla e il contrario di Sylla. Il primo è un giovane ragazzo di colore, che lavora in un’impresa di pulizie ed è perfettamente integrato. D’accordo con lui, non stiamo parlando di una questione di razza, ma di rispetto verso il prossimo. “Come per i baresi, anche tra i migranti c’è chi ha deciso di delinquere. Io ad esempio sono nato e cresciuto a Bari, ho studiato qui e adesso lavoro. Non è normale ciò che accade in queste strade e non è giusto che per colpa dei delinquenti tutti i migranti vengano accusati di essere brutta gente”.

L’altro ragazzo, anche lui lavoratore con un contratto a tempo indeterminato, denuncia invece la difficoltà di trovare casa per un migrante al Libertà a causa nostra. “Quando vedono che sono nero dicono che la casa non è più disponibile. Quello che fate non è giusto”. Persino la mancata integrazione è colpa nostra.

Siamo colpevoli degli sbarchi e dello sfruttamento di tanti uomini e donne nei campi o nell’edilizia. Lo ammettiamo, siamo noi il male della società. Rispettiamo un ragionamento che non comprendiamo, soprattutto perché ci sono intere palazzine, come quella in via Ettore Fieramosca 87, che il proprietario barese ha affittato in condizioni fatiscenti quasi esclusivamente a migranti.

“Voi entrate nelle nostre case per far vedere in che condizioni viviamo, ma dite solo fesserie”, continua l’invettiva. A detta sua – ci spiace non avergli chiesto il nome – i racconti di famiglie in case fatiscenti, senza corrente elettrica, acqua, tra sporcizia e l’umidità a 400 euro al mese, sono invenzioni non aderenti alla realtà.

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