La gestione dei pazienti psichiatrici baresi fa acqua da tutte le parti. Lo abbiamo scritto più volte e lo hanno dichiarato apertamente alcuni sindacati. Le “mezze” disposizioni partorite da Asl e Policlinico – di cui parleremo in seguito -, non hanno fatto altro che complicare le cose, perché in sostanza la gestione del trasporto del paziente psichiatrico è lasciata all’interpretazione del 118. In nessun caso nelle disposizioni viene stabilito cosa si debba fare esattamente per i pazienti psichiatrici che risiedono nell’Area Metropolitana.

Ciò che è capitato ieri al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere è emblematico. Un paziente psichiatrico, portato in ospedale intorno alle 14, dopo aver urlato “Forrest Gump” e girovagato nel pronto soccorso per 6 ore, intorno alle 20.40 ha sferrato un cazzotto di inaudita violenza sulla testa di un ignaro infermiere impegnato nel suo lavoro. Il colpo è stato tremendo, tanto da procurare un trauma cranico e persistenti problemi di udito. Il dipendente della Asl ne avrà per 5 giorni, salvo complicazioni.

Il paziente, ospitato in una comunità di Rutigliano a causa delle sue tendenze suicide, è stato trasportato al Di Venere da un’ambulanza del 118. La domanda che si sono posti in tanti è la stessa: perché, sapendo che un codice giallo ha mediamente un’attesa di un’ora, il paziente è stato trasportato al Di Venere, dove non ci sono neppure i bracciali di contenzione e non al vicino Policlinico o all’ospedale di Putignano, entrambi sede di un reparto di Psichiatria? Senza contare che al Di Venere, per i casi non trasferibili in nessun modo, il pomeriggio, la notte e tutti i festivi non c’è neppure la possibilità di chiamare uno psichiatra in reperibilità.

Perché si è lasciato che un uomo potenzialmente pericoloso, tanto da essere necessario il trasporto in ospedale, è stato parcheggiato al pronto soccorso del Di Venere fino alle 21.15, prima di essere trasferito comunque all’ospedale di Putignano? Di chi è la responsabilità dell’accaduto e di chi sarebbe stata se l’infermiere avesse subito un’aggressione più violenta o peggio ancora fosse morto? Restiamo alla finestra, perché prima o poi chi ha responsabilità di cosa bisognerà stabilirlo con esattezza.

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