Uno spaccato sociale in un fazzoletto di spiaggia. Basta poco per capire come la domenica a Pane e Pomodoro possa riservare incontri ravvicinati di tutti i tipi.

C’è l’ubriaco e pure un po’ cannato – per sua stessa ammissione – arrivato alla quindicesima birra, quando l’orologio non segna ancora mezzogiorno, ma non manca una nutrita flotta di turisti. Ci sono i russi, ai quali un barese che conosce la lingua degli zar dice di fare attenzione agli oggetti di valore. Il furto è una pratica comune a Pane e Pomodoro.

La signora ukraina si cinge i fianchi con le mani e guarda il marito in acqua. Non sa che può stare tranquilla perché non piove da un pezzo e quel mare dall’apparenza cristallino oggi non è pieno zeppo di coliformi facali.

Di tutt’altra natura è l’osservazione dell’uomo rilassato, steso sulla spiaggina, mentre gli sfila davanti un simpatico venditore abusivo di tutto un po’. Lui, felicemente sposato – non l’abusivo, dico l’uomo sulla spiaggina – è a caccia di perchie, termine locale per identificare belle fanciulle.

E sono proprio loro, le signore infastidite da certi sguardi indiscreti e pedanti, che vorrebbero eliminare dalla spiaggia un’altra specie particolarmente diffusa: i rattigni, ovvero uomo con bocca aperta, occhiali da sole e sguardo fisso, che non fa nulla per mimetizzarsi mentre osserva lati B e balconcini.

Niente da fare per il bagnante pronto a scappare dalla moglie, perché la pasta è già stata calata e alla cottura manca poco. Uno spaccato di vita sociale, una normale domenica sulla spiaggia di Pane e Pomodoro.

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