L’episodio è di alcune settime fa, ma siamo convinti meriti tutta l’attenzione mediatica perché potremmo essere davanti a un miracolo, sul quale a quanto pare la Santa Sede avrebbe già avviato le sue indagini. I postulatori sono un imprecante equipaggio del 118, chiamato in emergenza da una signora bitontina affetta da lombosciatalgia invalidante.

La donna, in sostanza, diceva di non poter camminare, al punto da rendersi necessaria la chiamata alla centrale operativa del 118 già subissata di chiamate, pensate bene, qualcuna persino oggetto di autentiche urgenze. All’arrivo dell’equipaggio – distratto da chissà quale reale emergenza, magari un infarto o un grave incidente – la signora ha fatto “le mosse” per essere trasportata e poter così raggiungere il vicino ospedale San Paolo.

L’obiettivo, come purtroppo fanno molti, era semplicemente quello di evitare il passaggio al cup e le intermibabili liste d’attesa. Giunti al pronto soccorso, i medici, con la sola imposizione delle mani e il loro sguardo da pastorelli di Fatima, sono riusciti nel miracolo.

La lombosciatalgia è tornata sopportabile e la donna, proprio mentre l’ambulanza del 118 riguadagnava la sua postazione, è uscita sulle sue gambe prima dal pronto soccorso e poi dall’ospedale. Centinaia di metri che hanno stravolto il concetto di mala e buona sanità.

Non chiamate il 118 se potete raggiungere medici di famiglia, guardie mediche ed ospedali con le vostre gambe, prima o poi potreste aver bisogno davvero di un’ambulanza, ma non potrà raggiungervi perché impegnata a constatare un’altra miracolosa guarigione.

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