Piazza Moro crocevia di varie umanità, non solo per l’ovvio andirivieni legato alle stazioni ferroviarie e al capolinea dell’Amtab. Da una parte spacciatori, ubriaconi e via dicendo di ogni nazionalità, non solo stranieri di importazione sebbene siano quelli che forse più spesso degli altri finiscono nelle pagine di cronaca, tra allarmi bomba, risse a colpi di bottiglia o aggressioni a colpi di spranga all’interno dei negozi.

Dall’altra parte c’è anche chi, di contro, in pazza Moro semplicemente passa il tempo, scresce, come si dice. Incontriamo Khalid, ha 27 anni, fatica come bracciante 3-4 giorni a settimana. Come i tanti di cui si è “scoperto” solo nelle ultime settimane, sfruttati e sottopagati, spesso tenuti in condizioni di vero e proprio sfruttamento, anche lui è senza contratto; i soldi che guadagna li manda a casa, alla famiglia rimasta in Marocco, da dove è arrivato per cercare un lavoro che possa permettergli di mantenere moglie e figli.

Khalid è in compagnia di un amico che, fortuna sua, un contratto ce l’ha: Anche lui bracciante agricolo, prende 35 euro per 11 ore di lavoro al giorno. Giunto in Italia ormai 13 anni, è arrivato col padre in cerca di un lavoro. A lui evidentemente è andata bene, il padre invece è andato in Francia a cercare altre opportunità. In questo peridio, ci dice, non ha molto da fare, e passa il tempo con gli amici in piazza Moro, dove si spaccia, ma a suo dire non sono suoi conterranei a vendere la droga.

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