“Sono un dipendente della Policlinico di Bari in servizio al pronto soccorso e scrivo al vostro giornale perché siamo esasperati. In questi ultimi giorni si stanno moltiplicando le aggressioni fisiche, soprattutto nei confronti degli infermieri. Quelle verbali, con minacce e parolacce non si contano più”.

Inizia così la lettera firmata giunta in redazione. “Ieri – continua il dipendente del Policlinico di Bari – un infermiere è stato vittima dell’ennesima aggressione fisica da parte del parente di un paziente condotto al pronto soccorso. Il quarto episodio in una sola settimana”.

LA CRONACA – Ieri, intorno alle 8.15, una signora ha minacciato verbalmente un infermiere, dicendogli che gliel’avrebbe fatta pagare per l’assegnazione del codice: solo un verde. La donna ha poi preseguito intimando di segnalare l’inferiere al marito, un ispettore di polizia. Tutto questo davanti ad alcuni testimoni.

LE AGGRESSIONI – Tra i quattro inferieri aggrediti, poi, ce n’è uno che due giorni fa è stato preso a calci da una donna barese. La settimana scorsa, invece, un altro infermiere ha preso due ceffoni da un cocainomane e poi un altro infermiere ha dovuto incassare un paio di calci ben assestati. Tutte le vittime hanno avuto alcuni giorni di prognosi.

LA RIFLESSIONE – “Dobbiamo aspettare che qualcuno si faccia veramente male? – domanda chi scrive -. Forse il nuovo modello organizzativo temporaneo del pronto soccorso ha delle falle nel sistema e tutto questo si ripercuote su noi infermieri”. A quanto pare tre delle quattro aggressioni sono state nei confronti di personale addetto al triage. “Questa cosa – si legge – dovrebbe far riflettere”.

Una riflessione opportuna per comprendere quanto la riorganizzazione del pronto soccorso possa aver inciso sull’aumento della tensione dei dipendenti e tra il personale e chi afferisce alla struttura. Siamo a disposizione di chiunque abbia voglia di fornire chiarimenti e precisazioni.

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