Cocaina, hashish, marijuana ed eroina in piazza Umberto abbondano, manca solo che crescano sugli alberi, eppure l’argomento sembra essere un tabù. Non ne parla neppure Francesco “il cameriere”, uno che ha piantato gli alberi della piazza 40 anni fa.

Francesco racconta delle sue porcherie passate, dei problemi con la droga e la giustizia. Ora, però, grazie a Dio dice di non fare uso di sostanze stupefacenti da almeno tre anni. Da allora si consola bevendo tra le 10 e le 20 “birre grandi” al giorno. “Non faccio male a nessuno”, dice.

La convivenza coi migranti? “Sono brave persone – sostiene – io li conosco tutti”. Inizialmente Francesco ha uno slancio e a domanda precisa sta per dare precisa risposta, poi torna sui suoi passi. “Lo spaccio di droga in piazza Moro e Umberto? Vietato parlarne”.

Sarà che non può farlo perché in piazza Umberto conosce tutti, anche gli spacciatori, soprattutto stranieri assoldati dalla criminalità organizzata barese. Siamo stati in piazza e abbiamo raccolto alcune testimonianze. Nonostante l’assoluta reticenza a parlarne, nella zona compresa tra le due piazze lo spaccio è fiorente  ei continui blitz lo dimostrano. Quello con Francesco il cameriere è solo una delle chiacchierate che abbiamo fatto nel nostro personalissimo blitz in piazza Umberto.

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