Le aggressioni al personale, soprattutto infermieri, del pronto soccorso del Policlinoco di Bari hanno creato un acceso dibattito sulla riorganizzazione in corso. A tal proposito è intevenuto anche Vito Procacci, primario del pronto soccorso. Riceviamo e pubblichiamo il suo intervento.

LA NOTA – Sono all’estero ma avrei saputo nel caso ci fossero stati dei trasferimenti. È possibile che qualcuno abbia fatto richiesta di trasferimento. Eventuali richieste verranno valutate al mio ritorno. Tutto questo mi sa tanto di una volontà specifica di ostacolare il processo di cambiamento del pronto soccorso del Policlinico, volto a costruire un pronto soccorso basato sulla politica dell’accoglienza, della comunicazione e della solidarietà, lontano dal quel senso di autoreferenzialità che in passato generava quotidianamente episodi di violenza, intolleranza e frustrazione in chi si rivolgeva alle nostre cure.

L’aggressione fisica da parte di un cocainomane purtroppo fa parte dei rischi inevitabili del nostro lavoro, indipendentemente dalle barriere che possiamo frapporre e che si sono sempre dimostrate completamente inutili. Naturalmente non è un mistero che siamo e saremo per altri due mesi circa in una condizione di grande disagio a causa del cantiere di ristrutturazione.

Per quanto sia stata data ampia informazione alla popolazione sulla riorganizzazione del pronto soccorso del Policlinico, ciò non impedisce che alcuni cittadini manifestino atteggiamenti intolleranti che comunque abbiamo sempre gestito nel migliore dei modi. Gli infermieri addetti all’accoglienza non sono stati mai lasciati da soli, atteso che sono protetti strettamente da un vigilante che adesso raddoppieremo.

Io stesso passo la maggior parte della giornata accanto all’infermiere di accoglienza seduto insieme a lui alla consolle. Faccio anche presente che da quando è stata inaugurata la nuova accoglienza, a dicembre del 2018, gli episodi di aggressione si contano sulle dita rispetto alla quotidianità di prima. Stiamo comunque con la Direzione Aziendale adottando provvedimenti per rafforzare ulteriormente la sorveglianza e la sicurezza dell’accoglienza.

È un momento di grande difficoltà che prelude a qualcosa di veramente bello e innovativo, che in Puglia non si è mai visto. Ci stiamo impegnando per garantire comunque la sicurezza del personale, ma non si può stoppare un processo storico sulla base di un cocainomane violento o di una signora arrogante. Quello che si sta facendo va ben oltre queste cose e la cittadinanza se ne accorgerà ben presto.

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