Lo sguardo dei pendolari tradisce incredulità e ribrezzo. Sulla linea C, quella del park and ride di Largo 2 Giugno, l’Amtab stamattina ha deciso di mettere in esercizio la vettura 7002, che una signora definisce giustamente “un lurido rottame”. La sensazione di dover salire a bordo di un carro bestiame ti assale da lontano.

La livrea del mezzo è di quelle multi colore. Un pezzo grigio, uno arancione, uno rosso. Insomma, il bus sembra costruito con lamiere sottratte ad altri catorci. Il disgusto, però, ti pervade completamente quando metti il piede sul primo scalino, potendo entrare da ognuna delle porte aperte, perché l’aria condizionata è andante, ma non troppo.

I sedili, come la livrea, sono anche quelli un collage mal riuscito. I modelli in stoffa sono strappati, scoloriti e macchiati, contribuendo a dare la sensazione – forse sbagliata – di mnon essere oggetto di pulizie. Alcuni passeggeri decidono di non accomodarsi pur essendoci posti liberi.

Scotch e nastro isolante tengono insieme le parti scassate. Persino l’obliteratrice anteriore è completamente sigillata. Qualcuno si domanda se non sia il caso di eliminarla completamente, invece di tenerala e aumentare la sensazione di disagio e imbarazzo, soprattutto nei confronti dei turisti che diciamo di saper accogliere.

Sul tetto, da alcune grate penzolano aghi di pino e per terra polvere e cartacce. Sono appena le 8.15. Il malcontento è generale, ma per il momento, come diceva la nonna: “Bisogna pagare e sorridere, oltre che accontentarsi del brodo perché la carne costa cara”.

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