“Se ricevete un messaggio dal mio profilo non apritelo, è un virus”. In questi giorni migliaia di utenti stanno pubblicando sulla propria bacheca facebook dei post come questo. Non solo gli esseri viventi, dunque, ma anche le macchine vengono colpite da infezioni virali. I virus informatici, latenti nel mondo del web, colpiscono indistintamente gli utenti che per sbaglio, o per ingenuità e inesperienza, cliccano su un link di dubbia provenienza.

Nessuno è immune, tanto è vero che proprio un virus ha causato il black out alla sede del Consiglio Regionale a fine maggio. Non un attacco hacker, come si era pensato inizialmente vista la portata dell’accaduto, con la paralisi pressoché totale di tutti i sistemi informatici, bensì un’infezione che ha praticamente paralizzato computer e telefoni, offline per due giorni.

Nel marasma causato dal blocco, la buona notizia è che non sono stati intaccati i server principali, come ha sottolineato ai nostri microfoni l’ingegner Carmelo Tommasi direttore tecnico dell’azienda Cadan.

“Siamo stati colpiti da un virus cryptolocker – sottolinea Tommasi – che come tutti i ceppi muta nel tempo. Lo stesso virus ha attaccato la sede di Baltimora, dove per ben due giorni hanno dovuto interrompere qualsiasi servizio. Per fortuna, nel nostro caso, non sono stati toccati i dati sensibili e quindi abbiamo potuto svolgere il lavoro rivolto ai cittadini e continuare la diretta del Consiglio Regionale”.

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