Il buco milionario di Cassa Prestanza, l’ente che garantiva una buonuscita ai dipendenti del Comune di Bari, finisce al centro di un’indagine penale per appropriazione indebita. La pm Bruna Manganelli ha aperto un fascicolo a carico di ignoti, le indagini sono state affidati ai Carabinieri che qualche mese fa hanno acquisito la documentazione presso Palazzo di Città; alla guida dell’Ente è stato nominato da poco Nicola Notarnicola.

L’inchiesta penale si aggiunge alle cause davanti al giudice del lavoro intentate dai dipendenti comunali che, dopo aver versato migliaia di euro nella Cassa, una volta in pensione non hanno ricevuto la somma dovuta.

Stando agli avvenimenti degli ultimi anni, la natura dell’ente è diventata incerta. Se sulla carta nasce come ente morale, nella pratica agisce come ente commerciale. Proprio per questo motivo la Procura potrebbe valutare il fallimento della cassa e nominare un curatore.

Gli esposti arrivati dai lavoratori riguardano il buco di oltre 14 milioni di euro. La sua origine non si conosce, ma potrebbe essere attribuita a un mancato turn over. Con i pensionamenti superiori alle assunzioni, i soldi in uscita sarebbero diventati maggiori rispetto a quelli in entrata. Inoltre ci sarebbero dei dipendenti che assunti in certe categorie avrebbe avuto una buonuscita più elevata rispetto ai contributi versati alla Cassa.

Non va poi dimenticato il fatto che il Comune da ben tre anni non versa più i 500mila euro annui dopo l’indagine della Corte dei Conti, che ha certificato il danno erariale ma evidenziando che non c’è stato alcun dolo da parte del Comune stesso, archiviando così il caso. I dipendenti hanno richiesto le carte dell’archiviazione al Comune che ha risposto di non esserne in possesso.

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