“Sono passati due giorni e non ho avuto nessuna notizia”. Con queste parole si apre l’appello lanciato su Facebook da Francesco Tamborra, 30enne a cui lo scorso giovedì è stata rubata l’auto personale che aveva parcheggiato per strada.

A giudicare dal tono utilizzato dal ragazzo, sembrerebbe che la tedesca rapita sia più un’amante che una vettura. Una sensazione non troppo lontana dalla realtà, dato che per il giovane quell’auto aveva un valore speciale. “Si chiamava Nike come la dea greca della Vittoria, voi ladri non mi avete solo rubato una macchina”. Così, infatti, tuona lo sfogo affidato ai social. Un reportage che descrive, rimpianto dopo rimpianto, la triste fine di una storia d’amore.

Non solo 4 ruote e una bella carrozzeria. Quella Scirocco Volkswagen nera rappresentava per Francesco un pezzo di storia e un album di ricordi. Ma anche una valvola di sfogo, qualcosa per cui non arrendersi dopo 18 anni di cause combattute da invalido civile. Una storia d’amore iniziata qualche anno fa, quando il 30enne aveva prenotato il primo biglietto aereo disponibile per raggiungere Como e chiudere la trattativa. Dopo 10 ore di viaggio e 931 chilometri percorsi, Francesco tornava a casa felice con un rombante trofeo nelle mani.

Il furto, avvenuto lo scorso giovedì, ha lasciato il giovane con un pugno di mosche e tanta rabbia. Lui che aveva sempre custodito la vettura in garage era costretto da solo qualche giorno a lasciarla per strada, in attesa di nuova sistemazione. “Non voglio prendermela con le forze dell’ordine che fanno quel che possono con quel che hanno – termina il post – ma spero che qualcuno comprenda questo grosso problema e finalmenta lo risolva”.

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