In tempi in cui la cronaca recente racconta di interrogatori, indagini e sospetti, che ruotano come sempre intorno al grave reato del voto di scambio in occasione della tornata elettorale, anche quella recente, c’è anche qualcun altro disposto a “scucire” qualcosa per il tuo voto di preferenza.

In questi giorni, infatti, l’assistenza clienti di una casa automobilistica internazionale preme affinché esprima il mio giudizio sull’assistenza ricevuta quando mi sono recato in officina per il tagliando annuale, ormai quasi un mese fa.

Devo dirlo sinceramente, a due anni dall’acquisto, la macchina va come un orologio svizzero, mai un problema serio, nemmeno una piccola preoccupazione. Non ci fossero gli intervalli da rispettare per non far decadere la garanzia, potrei anche dimenticarmi dei meccanici, del servizio post vendita, persino di dove si trova la sede della casa automobilistica in questione a Bari.

Il servizio ricevuto? Merita; certo non è particolarmente economico, ma il personale è gentile e, spero, qualificato. Spero, perché se fossi in grado di valutarne l’operato, effettuerei la manutenzione da solo. Perché allora non ho ancora compilato il questionario di valutazione? Facile, perché sono pigro e soprattutto perché, affinché il giudizio di casa madre sulla sede locale non sia negativo, il voto deve essere esclusivamente 9 oppure 10, e io non sono di manica così larga.

Devo altrettanto dire sinceramente che l’incentivo arrivato via mail oggi, però, sta facendo vacillare la mia posizione. Davvero non voglio dedicare pochi minuti a valorizzare il sudore e il duro lavoro di così stimati professionisti che mi permetterà di viaggiare sicuro per almeno un anno? Quasi quasi. Del resto, se in forma di sconto la casa mi offre 20 euro per un anno, sto certamente facendo un affare rispetto a chi ne ha avuti 25 per i prossimi 5 anni.

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