“Il continuo crescendo di aggressioni fisiche e verbali, perpetrate a danno di operatori del trasporto pubblico locale e del trasporto ferroviario è oramai giunto a livelli intollerabili per un paese civile”. Commenta così il segretario generale Faisa-Cisal, Mauro Mongelli, all’indomani dell’aggressione avvenuta sul treno delle Ferrovia Sud Est nella stazione di Triggiano.

Un migrante sprovvisto di biglietto ha prima aggredito il capotreno e poi un agente di Polizia in borghese sferrando calci e pugni. Il tutto è stato filmato da un passeggero e poi pubblicato su facebook.

“In tutta Italia, da Napoli a Monza, da Roma a Verona, treni, metro, bus e stazioni sono teatro di gravi atti di violenza – scrive il segretario generale – che, oltre a compromettere la sicurezza e la serenità di chi viaggia e di chi lavora, creano profondi disagi ed un generale senso di insicurezza del servizio offerto”.

“Nonostante le ripetute richieste di incontro da parte delle organizzazioni sindacali – conclude -, finalizzate all’individuazione di misure utile a far cessare o almeno ridurre tali inaccettabili accadimenti, i ministeri competenti sembrano non accorgersi del grave problema che sta attanagliando la sicurezza dei lavoratori e degli stessi cittadini dei cittadini che si vogliono serenamente e liberamente muoversi nel loro Paese.

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