Prima dello sgombero avvenuto questa mattina in corso Italia, due giorni fa abbiamo incontrato Marley e Safaa. Il primo, un 23enne con problemi neurologici, in transito in Italia prima di raggiungere i suoi familiari in Germania, dormiva sotto il cavalcavia della ferrovia in attesa di avere i soldi necessari per il biglietto.

Safaa invece, 36 anni, è un cittadino iracheno scappato dalla guerra. Sul documento la parola “asilo” cozza con lo stato di clochard. Safaa, insieme ad un afghano, divideva alcuni dei cartoni e delle coperte tolte oggi dagli operatori dell’Amiu. Ai nostri microfoni fa appello alle istituzioni per poter avere una residenza e la possibilità di completare dignitosamente il suo viaggio della speranza.

Safaa ci ha anche raccontato di come alcuni giorni fa lui e il suo amico sono stati aggrediti da tre nigeriani con calci e pugni per rubare loro i soldi e i cellulari con cui si tengono in contatto con la famiglia. Non solo dunque escrementi e siringhe, sotto al cavalcavia ferroviario di corso Italia ci sono anche aggressioni e tensioni sia per i clochard che per i residenti stanchi di questa situazione.

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