Sul concetto di “fare una buona prima impressione” in largo San Sabino c’è ancora da lavorare. Senza l’ombra della raccolta differenziata, tra cassonetti a cielo aperto e rifiuti conferiti fuori orario, il borgo antico concede un’immagine di sé ben lontana da quella che i turisti vorrebbero immortalare con le loro reflex.

Una compostiera domestica che trasforma i rifiuti organici in concime. È questa la proposta eco friendly del consigliere comunale Giuseppe Carrieri, lo strumento che “permetterà di eliminare dalle strade quei grigi cassonetti, riqualificando uno degli scorci più caratteristici di Bari”.

Si tratterebbe di un intervento dal forte impatto estetico, secondo il consigliere, senza dimenticare l’effetto pratico che si potrebbe ricavare, risparmiando i fondi che oggi finiscono direttamente nelle discariche. “L’85% della città attende da 5 anni che venga avviato un capillare sistema di raccolta dei rifiuti urbani, è tempo di intervenire” ha concluso Carrieri.

La morale è chiara: “Quartiere che vai, differenziata che trovi”. A sostenere il motto sono anche le parole dell’amministratore di Tivoli, città che negli ultimi anni ha visto quadruplicare i numeri legati alla raccolta. Una crescita legata alla pertinente analisi della natura del territorio, tra sistema di raccolta porta a porta e utilizzo di una compostiera pubblica. Se la rivoluzione ha raggiunto le periferie di Roma, lo stesso potrebbe e dovrebbe avvenire nel cuore della nostra città.

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