Il pallone si è sgonfiato. I due casi di scabbia, ridotti a uno solo, prima sicuro poi probabile, in realtà erano una dermatite. Importante, ma pur sempre una dermatite. Nessun acaro, nessun contagio, men che meno profilassi.

Il Sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola, che sotto preassione aveva annunciato la sanificazione pomeridiana della scuola disertata la mattina per il terrore del temibile acaro, ci fa sapere che non esiste alcun caso di scabbia nel plesso del rione Montrone. La psicosi ha colpito ancora, soprattutto nei gruppi Whatsapp delle mamme preoccupate dal possibile prurito dei propri bambini.

L’incomprensione, però, ha una matrice istituzionale, non essendo state le autorità preposte in grado di contenere le ansie dei genitori, anche solo comunicando che una diagnosi precisa non c’era ancora. Bene ha fatto la mamma dell’alunno incriminato ad annunciare azioni legali. A scatenare commenti e psicosi, infatti, sono stati proprio alcuni messaggi inviati dallo stesso personale scolastico, che annunciava “un caso di scabbia”, invitando i genitori a prendere “le dovute precauzioni”.

Speriamo che la pseuso scabbia, unitamente alla storia dei piccioni diventati passerotti, possano aver insegnato a informare tempestivamente i genitori in apprensione. “I figli  so’ pezzi ‘e core” e una dermatite vale la scabbia o i pidocchi se non si riescono a trovare gli strumenti necessari a evitare la diffusione del panico.

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