“In Puglia la malattia è in crescita, ogni anno si registrano circa 180 nuove diagnosi, solo a Bari e provincia un nuovo caso a settimana. Nel Centro del Policlinico, riferimento regionale per la diagnosi, cura e trattamento delle infezioni da HIV, si seguono oltre 1000 pazienti”. L’allarme è reale, lo sa bene il professor Gioacchino Angarano, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’Università di Bari, tra i primi in Italia ad essersi occupato di HIV.

Parola d’ordine prevenzione e allora da qualche tempo abbiamo deciso di andare a consegnare preservativi alle prostitute che pubblicizzano le prestazioni “scoperte” o “al naturale” su uno dei principali siti con annunci di incontri di sesso a pagamento. Abbiamo iniziato la nostra campagna di prevenzione in via Giulio Petroni 56, ricevendo le minacce telefoniche da uno sconosciuto, forse il protettore. Nel frattempo è arrivata la notizie di un uomo arrestato perché aveva fatto sesso con un’amica barese nascondendole di avere l’hiv.

Facendoci aiutare dal nosto sito internet, abbiamo portato il nostro messaggio: “No al sesso senza preservativo con gli estranei” ad una “mega araba” in via Brigata Bari. Per la verità di mediorientale la donna aveva ben poco, così come non era niente affatto somigliante alle foto pubblicate per vendere i propri servizi, compresi: bacio con la lingua, sesso orale scoperto fino alla fine e il cosiddetto 69.

Una volta assodato al telefono che i servizi erano proprio quelli pubblicizzati, siamo andata a trovarla, appiccicando sulla pulsantiera del citofono e sul portone d’ingresso il volantino con annesso preservativo. Tenete a bada gli ormoni, nel barese viene registrato un caso di contagio a settimana: “Se non prendi le necessarie precauzioni, il prossimo potresti essere tu”.

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