La crudeltà dell’animo umano non ha limiti, sempre se chiunque abbia fatto questo gesto ignobile possa dire di avere realmente un’anima. Qualche giorno fa, sulla strada provinciale 240 che collega Noicattaro a Capurso, è stata trovata nella sterpaglia una carcassa bruciata di un cane randagio, dove a fare la guardia c’era un suo amico a quattro a zampe.

Probabilmente l’animale è stato prima investito e poi bruciato per farne sparire le tracce. I volontari dell’Enpa Bari e della Lega del Cane di Adelfia, dopo l’avvistamento di alcuni passanti, hanno immediatamente chiamato le Forze dell’Ordine per provvedere alla rimozione della carcassa da parte dei volontari del Comune di Noicattaro.

“Ci chiediamo se sia normale – scrivono i volontari dell’Enpa Bari -. Ricordiamo che l’articolo 544-ter. recita che chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3mila a 15mila euro, o da tre a diciotto mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro”.

Questa mattina, intorno alle 10:30, dopo 5 giorni finalmente i volontari hanno rimosso il povero animale. Nonostante l’arrivo di alcune persone, il suo fidato amico è rimasto in zona per poi far perdere le sue tracce qualche ora dopo. “Chiediamo a tutti coloro che da giorni hanno segnalato la situazione – conclude l’Enpa Bari – di continuare a monitorare l’eventuale ritorno del cane ed avvisarci tempestivamente”.

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