“Quanto è orgoglioso di suo figlio da 1 a 10? Undici”. Antonio Citarella, campano di nascita, ex comandante dei Nas di Bari, da quattro anni alla guida della Compagnia dei Carabinieri di Modugno, è il papà del 23enne Francesco, uno dei due eroi dell’Arma che hanno neutralizzato Osseynou Sy.

Non ci fossero stati loro chissà come sarebbe andato a finire il sequestro dell’autobus con i 51 alunni della scuola media “Vailati” di Crema. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma il gesto di suo figlio, arruolato un anno fa e da soli 5 mesi a Segrate con una formazione da paracadutista, insieme all’appuntato scelto Simone Zerbilli, merita tutta la sottolineatura del caso.

La mamma di Francesco Citarella è originaria di Sammichele di Bari, dove papà Antonio ha anche prestato servizio. Per molti anni Francesco, nato ad Acquaviva delle Fonti, ha vissuto con suo padre negli alloggi dei Carabinieri in giro per l’Italia, appassionandosi alla divisa e a ciò che indossarla significa. Le Scuole a Lucera e poi la vita in via Lattanzio, al quartiere San Pasquale di Bari. È stata la Renault Clio dei militari segratesi ad agganciare l’autobus dopo la richiesta di soccorso al 112 inviata da alcuni degli studenti a bordo.

“Quando abbiamo raggiungo il mezzo abbiamo provato delle manovre per rallentarlo assieme alle auto sopraggiunte da San Donato, Paullo e San Giuliano, ma ha iniziato a speronarci – dicono i due eroi di pattuglia – così lo abbiamo superato e poi abbiamo messo l’auto di traverso per tentare di fermarlo”. Una manovra coraggiosa, soprattutto a vedere com’è stata ridotta l’auto, ma efficace.

“Sy aveva già dato fuoco alla benzina e le fiamme stavano per avvolgere il pullman, ma per fortuna i bambini erano già usciti dal lato posteriore grazie all’intervento dei colleghi e allora abbiamo trascinato l’uomo fuori dall’abitacolo e lo abbiamo ammanettato”. Bisogna essere pronti a tutto quando si sceglie di servire lo Stato, ma ci sono interventi indimenticabili, che restano appiccicati addosso per tutta la vita.