Non è una parrocchia, ma un luogo di culto, una missione ortodossa ricavata in una casa privata accanto alla chiesa cattolica di Sant’Antonio, al quartiere Montrone di Adelfia. A consacrarla, manco a dirlo nel nome di San Trifone, è il “vescovo” ortodosso di Milano Abbondio Bica, della Metropolia autonoma di Aquileia, resasi indipendente dal Patriarcato di Kiev e successivamente, tra il 2011 e il 2012, protagonista di un tentativo non riuscito di rientro nel Patriarcato di Mosca. In ogni caso una chiesa scismatica come tutte le altre ortodosse, ognuna delle quali rivendica il primato.

Al netto dei dogmi e della storia dallo Scisma d’Oriente in poi, c’erano la banda e i foulard colorati delle fedeli arrivate dal nord Italia, la consacrazione dell’altare e dell’icona di San Trifone da venerare. Allo stesso modo, però, si è assistito alla fragorosa assenza delle istituzioni civili (il Sindaco era fuori paese) e religiose cittadine. Profumo di incenso e di polemiche sulla comunità ortodossa, che numerosi esponenti della chiesa cattolica non vedono di buon grado. Alcuni sacerdoti locali hanno persino detto ai fedeli di non appassionarsi troppo a quel luogo e alla decantata reliquia di San Trifone, fino a quando non saranno fatti i necessari accertamenti.

A dirla tutta alcuni accertamenti di natura amministrativa sono già in corso. Si sta cercando di capire se siano state richieste tutte le autorizzazioni e se quel luogo rispetti norme e misure di sicurezza per poter ospitare assembramenti di persone. La casa in corso Umberto 52, trasformata in luogo di culto, è di proprietà della famiglia di padre Trifone, all’anagrafe Enzo D’Ambrosio, pregiudicato con la passione per l’iconografia.

È lo stesso frate ortodosso di Adelfia, dopo essersi tolto i paramenti, a non nascondere il suo passato giudiziario e quello altrettanto controverso del fratello e del padre, ma rivendica la sua personale conversione in un cammino profondo che lo ha portato ad avvicinarsi alla comunità che fa capo alla Metropolia di Aquileia.

Al termine della lunga celebrazione siamo stati sul posto per parlare con padre Trifone e il “vescovo”, in modo da rispondere alle polemiche e alle voci che hanno accompagnato la controversa vigilia di questo sentitissimo evento, il cui clamore non terminerà certo con questa storica giornata.

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