La Corte dei Conti apre tre procedimenti per un totale di 264mila euro nei confronti di Domenico Ragno, non si sa ancora per quanto direttore generale dell’Arif, l’Agenzia regionale pugliese per le attività irrigue e forestali.

Nonostante tutto succedono cose ancora inspiegabili sotto il profilo gestionale e contabile nelle sedi Arif della Puglia. Vi avevamo raccontato dell’assunzione di dieci interinali, a detta dello stesso Ragno, insostituibili per la professionalità di cui l’agenzia regionale era carente. In altre parole, nessuno tra gli oltre mille assunti dal carrozzone pugliese aveva le competenze per coprire quei ruoli.

I dieci diventarono sette, con i soliti dubbi relativi ad amicizie e parentele. I sette adesso sono appena due. Una prima dimostrazione di quanto evidentemente quelle competenze non fossero indispensabili.

L’Agenzia ha comunicato il rinnovo del contratto scaduto ai due dipendenti somministrati in due giorni diversi, ma non ha – secondo le nostre ricerche – deliberato la proroga ufficiale delle due assunzioni, valida fino al prossimo mese di agosto. Se davvero mancasse la determina – ma è probabile che le nostre competenze non siano adeguate – com’è possibile lavorare alle dipendenze di un ente pubblico?  Misteri della fede e dell’Arif.

C’è poi un’altra questione, che riguarda però gli uffici di Conversano, di cui pure ci siamo già occupati in passato per via dell’erogazione dell’acqua al responsabile di quell’ufficio. Attraverso il suo avvocato, il dirigente aveva chiarito la sua posizione, ma adesso spunta un’anomalia che in tanti vorrebbero fosse posta all’attenzione della Corte dei Conti. Un operaio sarebbe stato imboscato alla guida dell’auto di servizio dello stesso responsabile. Operaio che, come successo in passato un numero infinito di volte, potrebbe sempre chiedere al Tribunale la mansione superiore. Non tutte le ciambelle riesco col buco.

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