Sulla vicenda del bimbo di 7 anni lasciato solo in classe dagli altri compagni perché iperattivo, prima alla scuola Re David e due giorni fa alla San Filippo Neri, si è scritto molto, ma non è stato detto tutto. Abbiamo sentito l’avvocato Ilaria Gadaleta, che sta affiancando i genitori del piccolo; definirlo solamente iperattivo, tecnicamente affetto dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività ADHD, è riduttivo oltre che semplicistico.

“Dal punto di vista scolastico ha risultati ottimi – ci ha detto l’avvocato – è plusdotato, certificato nero su bianco. Tradotto in parole povere, in classe si annoia, ma questo non è mai stato detto. Si è detto invece che è violento, ma non esiste una sola relazione, un solo documento della scuola che attesti episodi del genere, o almeno a noi non è mai pervenuto nulla di simile. Giusto per raccontare un paio di eventi, è successo che un giorno non riusciva a fare un compito e ha gettato il quaderno a terra; un’altra volta correva perché non voleva tornare in classe dalla palestra e, per evitare che si facesse male, la dirigente si è messa in mezzo al corridoio così le è finita addosso, facendole male. Di certo non lo ha fatto apposta”.

“Il problema di fondo – ha evidenziato – è che il bimbo deve essere seguito costantemente, ma la scuola non riesce a coprire tutte le 40 ore, bensì solo 35. Questo ha fatto sì che venisse rivalutata l’opportunità di fargli frequentare il tempo pieno, ma per un bimbo come lui quelle ore in più sono funzionali alla patologia, gli fanno bene, è un momento di socialità per lui necessaria. Per risolvere il problema, la scuola ha proposto ai genitori di presentare domanda al Tribunale per i minorenni di affido educativo, come dire che io genitore non sono in grado di gestire mio figlio per cui ti cedo la mia potestà genitoriale. Ovviamente non se ne parla nemmeno”.

“L’attaccamento al tempo pieno non è un capriccio della famiglia o un cavillo legale, si tratta di garantire a tutti i bambini le stesse opportunità. Se cedessimo su questo punto – ha sottolineato – si aprirebbe un fronte a discapito di tutti i piccoli affetti da Adhd; per intenderci, se lui da grande volesse frequentare l’istituto d’arte, per dire, e la scuola non fosse in rado di seguirlo, cedere ora significherebbe accettare il fatto che lui da grande fosse costretto a non frequentare quell’istituto”.

“Quanto al fascicolo della Procura del Tribunale dei Minorenni, aperto già dai tempi della Re David per dirla tutta, ne siamo venuti a conoscenza quando siamo stati chiamati. Non è vero che i genitori non hanno presentato tutta la documentazione, è vero invece che aspettavano di essere convocati dalla commissione della Asl. Nonostante i solleciti della mamma già da luglio, sono trascorsi ben più dei 30 giorni stabiliti dalla legge. Se la scuola avesse chiesto chiarimenti alla famiglia, prima di sporgere denuncia, si sarebbe evitato” ha aggiunto amaramente.

“Dopo tutto il clamore per quanto avvenuto – ha concluso l’avvocato Gadaleta – abbiamo incontrato sia la dirigente della San Filippo Neri che dell’Ufficio scolastico regionale, lunedì i compagni saranno con lui regolarmente in classe. La scuola avvierà un percorso di teacher learnig, ovvero un percorso di formazione affinché i docenti sappiamo come seguire correttamente tutti i bambini come lui”.

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