Il Policlinico di Bari non ha una polizza assicurativa per la responsabilità civile terzi (RCT) e responsabilità civile verso prestatori d’opera (RCO), considerato che l’ultima stipulata con la compagnia assicuratrice AM Trust Europe Limited è scaduta il 30 settembre del 2017.

La notizia è contenuta nella risposta che l’azienda sanitaria ha inviato all’avvocato della famiglia di Zaray Coratella Gadaleta, la 12enne deceduta al Giovanni XXIII di Bari il 19 settembre del 2017 per un presunto errore medico. Il Policlinico, tuttavia, tranquillizza l’avvocato e scrive di voler provvedere dunque “a gestire autonomamente il sinistro, procedendo alla eventuale liquidazione con proprie risorse accantonate per l’occasione”.

La lettera è diventata presto virale su WhatsApp e in tanti si sono scandalizzati. Ma come, la più grande azienda sanitaria pugliese, una delle più grandi del Mezzogiorno, non dispone di un’assicurazione per risarcire eventuali pazienti danneggiati da errori medici? La vera notizia è un’altra. La maggior parte delle Asl pugliesi non è assicurata. Nel caso specifico, il Policlinico è in autogestione, come tra l’altro consente la legge Gelli.

Anche se il Policlinico ha tentato di dotarsi della RCT ospedaliera, le gare sono andate tutte deserte. Secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, le compagnie hanno valutato molto più conveniente assicurare direttamente i medici e non le strutture sanitarie nel loro insieme. Uno degli effetti della 24/2017.

In Puglia, dunque, quasi nessuna azienda è riuscita ad assicurarsi. Le compagnie farebbero cartello e quindi niente copertura. Il paradosso è che la situazione apparentemente preoccupante, avrebbe generato forti risparmi e snellito le procedure per i risarcimenti. Non sarebbe un problema verso i terzi danneggiati, perché al Policlinico c’è un buon sistema di monitoraggio dei sinistri, con un aggiornatissimo fondo rischi.

E in generale che rischi si corrono qualora neppure i medici colpevoli di errore avessero un’assicurazione? Per il terzo danneggiato risponde sempre in prima battuta l’azienda sanitaria. In caso di dolo o colpa grave, poi, l’azienda si rivale nei confronti del dipendente tramite la Corte dei Conti. Tutto nella norma, mentre se l’auto non è assicurata non può neppure circolare.

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