La vicenda delle quattro educatrici dell’Istituto Sant’Agostino di Noicattaro arrestate dai Carabinieri per maltrattamenti ai bambini autistici si arricchisce di un nuovo capitolo. Davanti al Gip, tre delle donne arrestate hanno respinto parte delle accuse e parlato di tecniche educative per distrarre e contenere il comportamento dei bimbi, la quarta si è invece avvalsa della facoltà di non rispondere. Attraverso i propri legali, gli avvocati Alessandro Dello Russo e Luigi Milani dello studio PolisAvvocati, l’istituto ha diramato un comunicato stampa.

“L’Istituto Sant’Agostino – recita il comunicato – sin dal 1969 opera in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale nell’attività della riabilitazione e cura di soggetti portatori di gravi disabilità fisiche, psichiche e sensoriali provenienti da ogni fascia di popolazione. In particolare, l’Istituto dedica, senza scopo di lucro, particolare attenzione alle problematiche dell’età evolutiva e dell’autismo, svolgendo costantemente attività di aggiornamento anche con enti di ricerca quali l’Università degli Studi di Bari”.

“Per queste ragioni – prosegue – l’Istituto ha appreso con dolore la notizia dell’avvenuta esecuzione di misure cautelari nei confronti di alcuni propri dipendenti, posto che i protocolli adottati miravano e mirano ad escludere condotte non rispettose delle leges artis. I fatti assunti agli onori della cronaca, che vedono l’Istituto S. Agostino parte lesa, sono comunque in corso di accertamento attraverso una rigorosa e severa verifica interna, accompagnata dalla richiesta fatta alla Procura della Repubblica di ottenere autorizzazione ad accedere agli atti non più coperti da segreto di indagine”.

“Confidando con estrema fiducia nell’operato della Magistratura e nel fatto che anche gli indagati possano fornire chiarimenti in ordine alle condotte oggetto di contestazione -si conclude il comunicato diramato – l’Istituto S. Agostino intende rassicurare tutte le Comunità beneficiarie dei relativi servizi e le famiglie degli oltre cento dipendenti, che tutte le prestazioni continueranno ad essere regolarmente erogate, secondo gli standard di eccellenza ai quali l’Ente ha sempre fatto riferimento”.

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