Sui 17 cassonetti date alla fiamme nel centro di Bari si è tanto parlato. Un atto vile da parte di alcuni cittadini che avrebbero voluto ledere la battaglia contro la criminalità, a detta del sindaco Decaro. Altri avevano anche parlato di complotto contro il primo cittadino per accendere la campagna elettorale. Alla fine però si è trattato di una mitomane della provincia in cerca di attenzione.

Sul caso è voluto intervenire anche il consigliere comunale Giuseppe Carrieri, ma non sull’atto in se ma soprattutto su quanto Decaro ha fatto prima che la responsabile venisse arrestata.

“Ma che tipo di sindaco è Decaro? Va in Questura a denunciare il danneggiamento di alcuni cassonetti di rifiuti di proprietà di un’azienda comunale, invece di rivolgersi a uno dei 50 agenti di polizia giudiziaria della Polizia Locale. Lui – continua – che peraltro è anche Assessore alla Polizia Locale e dovrebbe per primo tutelare e valorizzare i suoi uomini”.

“Si fa poi intervistare dalla stampa – sottolinea Carrieri – prefigurando un attacco della malavita o di qualche forza occulta alla Città, e invece dopo poche ore si scopre (grazie alle decine di telecamere della zona) che l’autrice del gesto è una matta”.

“Ora – attacca il consigliere – possiamo chiedergli di scusarsi con la Polizia Locale per lo sgarbo riservato? E possiamo chiedergli di scusarsi con i Cittadini per aver ipotizzato un inesistente complotto di qualche barese, solo per ritagliarsi un po’ di visibilità mediatica”.

“E, sopratutto, possiamo domandargli quando pensa di eliminare definitivamente i cassonetti (almeno dell’indifferenziata) dalle strade di Bari e di interrare quelli per la differenziata? In modo così da evitare i tanti inconvenienti legati alla raccolta stradale dei rifiuti, tra cui il danneggiamento dei cassonetti da parte di qualche matto. Questo si pretende da un Sindaco – conclude Carrieri -, non certo inutili denunce e inutili vittimismi”.

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