I due marchesi Carrelli Palombi di Montrone dovranno accontentarsi di una cifra più o meno vicina ai 350mila euro. Il milione e 100mila euro preteso e accordato dal Tar è eccessivo. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, mettendo una pietra tombale sulla querelle relativa all’esproprio della terra adibita ad area mercatale di proprietà degli eredi della nobile famiglia.

La sentenza del Consiglio di Stato di fatto riabilita la tesi e l’immagine dell’ex sindaco di Adelfia, Francesco “Cellino” Nicassio. In sostanza i giudici romani hanno detto che l’esproprio andava fatto, come fu fatto, ma considerando l’area destinata a verde e parcheggio, come previsto dal piano regolatore, al contrario di quanto sostenuto dai marchesi: essendoci la possibilità che in futuro quell’area di 5mila metri quadrati potesse diventare edificabile, l’esproprio sarebbe dovuto essere pagato tenendo in considerazione quell’ipotesi.

Abbastanza illogico, così come particolarmente anomala era stata la richiesta avanzata dall’unico erede in vita, fatta anche per conto del nobile parente defunto. Anni e anni di carte bollate e udienze possono finalmente essere archiviate con un sospiro di sollievo per le casse comunali. L’amministrazione aveva accantonato una cifra di circa 750mila euro per far fronte a quanto stabilito dal Consiglio di Stato.

“Siamo particolarmente soddisfatti – dice il sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola commentando la sentenza del Consiglio di Stato – soprattutto perché i soldi da pagare per l’esproprio ai marchesi sono già disponibili e, anzi, ne avanzerà una cifra consideravole da sbloccare e mettere a disposizione dell’intera comunità”.

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