Un bambino problematico crea scompiglio a scuola e allora la preside dello stesso istituto comprensivo decide di trasferirlo dalla De Amicis alla Domenico Savio. Apriti cielo.

Venerdi scorso i genitori decidono di inscenare una protesta. A scuola entrano solo quattro bambini. La tensione è palpabile e in un incontro con la dirigente scolastica, la stessa che aveva stigmatizzato il nostro intervento alcune settimane fa, volano parole grosse. Dopo la decisione shock a protestare restano i genitori della seconda classe dove il bambino sarebbe dovuto andare.

Per cinque giorni niente lezioni. Stamattina si torna in classe, ma con riserva dopo le richieste avanzate alla preside in un secondo incontro avvenuto ieri mattina. In sostanza i genitori hanno chiesto un impegno scritto da parte del capo d’istituto.

In primis si è richiesta la possibilità di tenere il bambino alla De Amicis. Dove ciò non fosse possibile delle garanzie: insegnanti di sostegno per copertura di 27 ore settimanali; incontro con la rete per conoscere il contenuto e durata del progetto per l’inserimento del bimbo nel contesto classe; relazione scritta degli impegni presi; proposta di inserimento della video sorveglianza classi ed istituto.

Nel faccia a faccia i rappresentanti di classe e circolo hanno manifestato l’agitazione ed il senso di impotenza dei genitori di tutta la scuola di fronte a decisioni improvvisamente imposte. A tal proposito, per le maestre la dirigente ha assicurato stabilità inserendone di ruolo con continuità fino alla quinta.

Oggi dunque si entra a scuola, ma alcune mamme e papà presidieranno per verificare che tutto fili via liscio. Se non rischiassero una segnalazione al Provveditorato e ai servizi sociali per aver fatto astenere dalle lezioni i propri figli più di cinque giorni, è probabile che la protesta sarebbe proseguita. Nel caso di ulteriori disagi in ogni caso in tanti sono intenzionati ad andare avanti.

Il problema a quanto pare è l’impossibilità di avere un nullaosta di massa per mandare i bambini in un’altra scuola di Modugno. Essere arrivati a questo punto è una sconfitta per tutti, a cominciare da un sistema scolastico incapace di tutelare i suoi studenti più deboli a meno di rivolte e decisioni clamorose.

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