“Che plafoniere avete qui? quanto costano?” Il governatore Michele Emiliano sorride e scherza sul caso dei presunti sprechi nella realizzazione della nuova sede del consiglio regionale pugliese. Lo fa durante la visita all’ospedale Fallacara di Triggiano dove ha presenziato alla consegna del cantiere per la realizzazione del nuovo Centro dei Risvegli.

Ma mentre Emiliano scherza, il Movimento 5 Stelle rilancia e spuntano nuove spese folli. A tal proposito Antonella Laricchia ha depositato un’integrazione agli esposti già depositati a luglio presso Procura della Repubblica, ANAC e Corte dei Conti sui costi della nuova sede del Consiglio Regionale.

Nell’integrazione agli esposti vengono aggiunte le spese sostenute per l’efficientamento energetico dell’edificio. Tra queste vi sono quelle per il Gruppo Elettrogeno da 1.250 kVA, previsto dalla 5^ variante al posto di quello originario da 1.025 kVA. Un Gruppo Elettrogeno più potente del 20-25% , che ha portato un aumento del costo di € 108.586. Quello iniziale aveva infatti un prezzo di € 119.999 e da indagini di mercato si è rilevato che, ad un aumento di circa il 20% della potenza del Gruppo, sarebbe dovuto corrispondere un aumento del costo di circa il 20-25%.

Altra anomalia segnalata è quella che riguarda i cavi elettrici di grossa sezione, e cioè quelli che alimentano i quadri principali dell’edificio, arrivati alla quantità spropositata di 19,6 chilometri, per un enorme maggior costo di € 290.739. Un’anomalia che vale anche per i canali zincati, posizionati a soffitto dell’edificio, in cui vengono alloggiati i cavi elettrici. Anche in questo viene segnalata la quantità in più di 17,72 chilometri con un aumento di costo di € 271.104.

“La Regione ha voluto concentrare l’attenzione solo sulle 1600 plafoniere costate ciascuna 637 euro- sottolinea la Laricchia – per cui è stata creata addirittura un’apposita commissione di vigilanza, ma sono tante le spese folli che andrebbero controllate, come abbiamo verificato leggendo i documenti in nostro possesso”.

“Ci sembra quantomeno “strano” – commenta Laricchia – che chi da una parte continua a giustificare alcuni aumenti di costi con l’esigenza di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, e quindi di abbassare i consumi di energia elettrica, specie per il condizionamento ambientale, dall’altra abbia contestualmente sentito la necessità di sostituire i gruppi elettrogeni iniziali con gruppi elettrogeni più grandi e ovviamente più costosi, anziché più piccoli”.

L’attenzione dei cinquestelle si è concentrata anche sulle 1012 “Postazioni Lavoro, un numero più che raddoppiato rispetto alle iniziali 462. Postazioni il cui costo è aumentato del 250%, passando da € 102,36 a € 268,22 per l’aggiunta di sole n. 2 prese e n. 2 spie luce. È stato poi evidenziato il costo per 4 “Pozzi Idrici Trivellati, per il raffreddamento delle macchine di condizionamento: per ciascuno è infatti previsto un prezzo di € 63.376, a fronte di un prezzo massimo di mercato che, secondo i cinquestelle, dovrebbe attestarsi attorno agli €17.500 – 18.000. “La stessa Sezione Lavori Pubblici, nella precedente versione della 5^ Perizia di Variante del 2016 aveva già previsto gli stessi pozzi, applicando però a ciascun un prezzo di € 44.156,59 mentre poi, solo qualche mese dopo, il prezzo è stato fatto lievitare da € 44.156 a € 63.376, con un incremento del 50% per ragioni che ci sfuggono”.

“Alla luce di quanto sta emergendo – conclude Laricchia – ci sembra ancora più assurda la bocciatura della mozione che avevamo presentato lo scorso settembre in Consiglio per chiedere la sospensione del pagamento dei progettisti. Una bocciatura arrivata con il voto contrario anche dei consiglieri di centrodestra, che oggi a quanto pare hanno cambiato idea e parlano di vicenda gravissima. Questo ovviamente non ci sorprende dal momento che le responsabilità per questi sprechi vanno equamente distribuite in tutti i vecchi partiti e alcuni dei politici che ora si accodano alla nostra battaglia sedevano in Consiglio già nel 2003, quando questa vicenda ha avuto inizio.”

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1 COMMENTO

  1. Una sede regionale faraonica di cui conosciamo solo ora appena qualche spreco fra tanti ma di cui non conosciamo neppure il vero costo totale. Fu il delirio di Nichi Vendola a pensarla.

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