A guardarlo dall’esterno, senza avvicinarsi troppo, è un luogo tranquillo in riva al mare, dove sorgono il poliambulatorio, la guardia medica e la postazione del 118. I problemi saltano agli occhi man mano che ci si avvicina alla struttura. Se poi si varca la soglia, nemmeno una benda basta a coprire lo scempio. Siamo a Giovinazzo.

I dipendenti di quel distretto della Asl di Bari hanno denunciato più volte i disagi che sono costretti a vivere insieme a pazienti e utenti, ma niente è ancora stato fatto. Abbiamo perciò deciso di fare un’incursione. Ciò che abbiamo visto e siamo in grado di documentare meticolosamente, non ha bisogno di molte parole.

Dai cornicioni esterni piovono intonaco e pesanti pezzi di marmo; sui muri sono evidenti crepe profonde; non c’è una sola stanza della struttura, dal Cup a quelle degli ambulatori, in cui la muffa e l’umidità non abbiano preso il sopravvento. Discorso a parte merita lo sgabuzzino in cui è custodita – scusate il termine – la cassaforte. Nell’ambulatorio di chirurgia l’attività è frenata dallo stato dei luoghi; la parte esterna della postazione 118 si sta sgretolando e lo stipite di una finestra è puntellato. Segno evidente di una situazione nota.

“Interverremo, provvederemo, faremo”. È quanto di più concreto si è sentito rispondere chi ha manifestato la propria preoccupazione. Nemmeno il fatto di ricaricare l’ambulanza sotto l’acqua sembra essere un problema. “Corriamo pericoli o si tratta solo di una questione estetica?”. A questa domanda vorrebbe una risposta chi frequenta quel posto, usato come parcheggio pubblico notturno; area di sgambettamento per cani; isola ecologica, anche attraverso il lancio di sacchetti dall’esterno o deposito per le bombole d’ossigeno. Senza contare l’invasione di insetti e topi.

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