Prima si prende la ribalta manifestando accanto ai giornalisti, affinché altri giornalisti potessero intervistarlo per dare addosso a quel maledetto del vicepremier Di Maio, poi ci dà della puttana sul caso Ilva.

Michele Emiliano continua a rispettare la più classica delle tradizioni baresi, dedicandosi alternativamente alla mongia e alla pongia. Venduti al miglior offerente, questo sono per l’esattezza i giornalisti a detta di Michele Emiliano. A guardare la sua ultima discutibile campagna acquisti: Di Cagno Abbrescia, Cassano e D’Addario solo per citare alcuni degli ex capisaldi di quello che un tempo chiamavamo centrodestra, la dichiarazione sembra piuttosto una barzelletta.

Senza contare le “puttane” che a prescindere decidono di dedicargli tempo e spazio anche quando se ne potrebbe fare a meno.

Ordine dei Giornalisti e Assostampa hanno espresso la loro indignazione in una nota. Questa volta, al contrario di quanto successo in occasione della eccessiva generalizzazione fatta da Di Maio, nessuna manifestazione di piazza. Non si è trovato nessuno da mettere davanti alle telecamere per esprimere solidarietà e sdegno.

LA NOTA DI ASSOSTAMPA E ORDINE DEI GIORNALISTI – Il presidente della Regione, Michele Emiliano, non smette mai di sorprendere. A Taranto, parlando delle attività dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal, ha pronunciato parole irriguardose verso la dignità dei giornalisti pugliesi. “Vedrete – ha detto – che domani non troverete quasi nulla sui giornali, anche perché mi dicono che Mittal, come prima faceva Riva, ha una forte attività pubblicitaria su tutti i media. Poveri media, sono tutti sull’orlo della chiusura: se fanno arrabbiare uno dei pochi inserzionisti coi soldi, poi che succede, chiudono tutti?”. Il presidente Emiliano ha mancato un’altra buona occasione per tacere e magari occuparsi di altro di più concreto – affermano in una nota congiunta l’ordine dei giornalisti della Puglia e l’Assostampa Puglia – Egli si può lamentare di tante cose, ma non che gli manchi spazio e considerazione su giornali, tv e siti web. Ma, ovviamente, non è questo il punto in discussione. Il punto è un altro ed è molto grave. Emiliano manca profondamente di rispetto quando insinua che le testate pugliesi si farebbero condizionare dalla pubblicità di Mittal. Insinua, insomma, una sorta di prostituzione intellettuale e professionale che piegherebbe le scelte delle redazioni alla pubblicità commissionata dalle grandi imprese. Un’espressione che è analoga a quella adoperata dall’ex deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista, il quale ha assimilato i giornalisti a delle prostitute. Pochi giorni fa, il presidente Emiliano è sceso in piazza per solidarizzare con i giornalisti contro gli epiteti pronunciati dai 5 Stelle. In quell’occasione disse ai cronisti che “voi siete compagni di lavoro nel controllo democratico di quello che accade”. Oggi si dimentica di quella frase e diventa egli stesso l’autore di frasi ingiuriose. Emiliano, dovrebbe ricordare, per di più, che una mozione approvata dal Consiglio regionale due settimane fa impegna lui, la sua giunta e i consiglieri pugliesi a censurare “le affermazioni denigratorie e ingiuriose” a danno dei cronisti. Si attenga a quell’impegno ed eviti dichiarazioni prive di senso, ne guadagnerà in considerazione. Non difenda la libertà di stampa a giorni alterni e soprattutto si astenga, nelle prossime occasioni, di mostrare una solidarietà che oggi ha dimostrato di non provare.

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