Il primo settembre avevamo documentato quanto accaduto nelle campagne in prossimità di via Luigi Ranieri: un rogo, acceso a pochi passi da una catasta di rifiuti, aveva creato la solita colonna di fumo nero. Una nube visibile a chilometri di distanza. Già allora avevamo cercato di descrivere l’odore di quell’aria irrespirabile e avevamo dato voce al Comitato via Luigi Ranieri. Quest’ultimo, infatti, aveva pubblicato una nota durissima su Facebook, esprimendo tutto il proprio disappunto per come l’amministrazione comunale avesse trascurato la segnalazione che denunciava la presenza dei rifiuti 4 mesi prima dell’accaduto.

A distanza di 20 giorni, siamo tornati sul posto. Nostro malgrado abbiamo constatato che le campagne in via Ranieri, a pochi passi dalle abitazioni, sono state trasformate per l’ennesima volta in una discarica. Amianto, pneumatici e guaine da un lato, vere e proprie montagne di rifiuti dall’atro. L’incontrato con un uomo che risiede nel campo rom ha in parte chiarito il giallo. Sarebbe stato lui stesso ad aver bruciato l’erba per paura. Poco importa che quel rogo si sia poi propagato, dando fuoco anche ai rifiuti.

“Da 15 anni – ha affermato Mirko Lisi del Comitato – siamo costretti a chiudere le finestre per non respirare queste nubi tossiche. Abbiamo presentato e ripresentato denunce alla Procura della Repubblica, ma se le Giunte cambiano, l’attentato alla Salute Pubblica resta”. Il municipio IV, secondo Lisi, è stato dimenticato perché si fanno troppi reportage senza passare ai fatti. “Basterebbe poco per migliorare la vita dei cittadini” ha concluso.

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