Dietrofront. Nel palagiustizia di via Nazariantz si può lavorare, anche se per poco. A certificarlo è  il professor Bernardino Chiaia del Politecnico di Torino, consulente della Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulla sicurezza dell’edificio.

In poche parole le criticità restano, così come il rischio crollo. Ma secondo Chiaia, uno dei massimi esperti del settore in ambito nazionale, parte gli uffici possono continuare a funzionare seppur a termine: non più di qualche mese.

Decisive sarebbero state la serie di precauzioni suggerite dallo stesso professore ma soprattutto l’esiguo numero di persone che frequenta il palazzone difronte al Cimitero dopo l’ordinanza di sgombero (gran parte delle attività è sospesa, le più urgenti sono svolte tra piazza De Nicola e Bitonto), e l’alleggerimento della struttura con il trasferimento di armadi, archivi, casseforti e scrivanie che pesavano per oltre 50 tonnellate.

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