A fine maggio ve l’abbiamo mostrata in tutto il suo “splendore”, dopo quasi tre mesi ci siamo ritornati per vedere se qualcosa fosse cambiato, ma nulla. La stazione di Torre Quetta è rimasta sempre la stessa, salvo per le erbacce che sono state tagliate.

Il sottopassaggio allagato c’è sempre, scarafaggi e altri animali popolano ogni anfratto e le ringhiere sono arrugginite da lunghissimo tempo. Per non parlare della puzza di pipì che ormai è caratteristica del luogo.

La stazione, soprattutto nel periodo estivo, dovrebbe essere popolata da baresi e turisti che vogliono raggiungere la costa più facilmente e senza pagare il parcheggio allo stabilimento balneare. Invece è totalmente deserta. Forse i cittadini, sapendo le condizioni in cui versa, hanno pensato bene di tenersene alla larga. Infatti durante la nostra visita abbiamo trovato solo due turiste francesi che hanno avuto il coraggio di passare accanto all’acquitrino.

In realtà la stazione di Torre Quetta è nata nel 2016 per agevolare i dipendenti regionali a raggiungere il luogo di lavoro, ma anche loro, come ci dice uno dei dipendenti incontrati nei pressi della fermata, non la usa quasi mai proprio per colpa delle scarse condizioni igieniche.

“L’appalto è stato dato a una ditta di Foggia che dovrebbe occuparsi della manutenzione della stazione – ci dice Nicola Scattarelli, sindacalista dell’Ugl Sanità Bari, incontrato per caso mentre stava facendo footing – hanno provveduto però solo a tagliare le erbacce. Dicono che la pompa dell’acqua è rotta e per questo si è allagato”.

Noi abbiamo espresso un desiderio, facendo diventare l’acquitrino di Torre Quetta come la fontana di Trevi. Speriamo che si avveri e che il presidente della Regione Michele Emiliano faccia tornare agli albori ciò che doveva essere il fiore all’occhiello di Bari.

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