Il messaggio sulla pagina Facebook ufficiale della Baldassarre Motors era criptico, lo avevamo scritto e ha ingenerato qualche inevitabile malinteso. Scavando più a fondo, abbiamo scoperto che tra le righe dell’annunciata chiusura per ferie dopo 50 anni si nasconde altro.

Baldassarre Motors chiude. Questo lo avevamo capito, anche perché apprendiamo che a rilevare la concessione della BMW sarà il gruppo Maldarizzi. Ciò che non sapevamo, però, è che la chiusura non è certo stata decisa dal cavalier Stefano Baldassarre, tutt’altro che stanco di gestire la storica attività di famiglia. Si tratta invece di una decisione presa dalla Casa madre.

Le prime avvisaglie sulla revoca della concessione a Baldassarre c’erano già state un paio d’anni fa, con la promessa di una decisione definitiva nel 2018. Si tratta di scelte abbastanza comuni ai principali marchi automobilistici, che preferiscono affidare le concessioni non più a singoli imprenditori, ma a grandi gruppi plurimarche. Strategie aziendali. Un pò come successo ai negozi di vicinato con i grandi centri della distribuzione.

Nel passaggio da Baldassarre a Maldarizzi, dunque, sono stati salvati i posti di lavoro di chi in quest’ultimo biennio non ha scelto di andare via o è stato licenziato. Una ventina di dipendenti, che non perderanno un centesimo del loro trattamento di fine rapporto. La vicenda è tutt’altro che archiviata, perché la famiglia Baldassarre non starà certo a guardare. Abbiamo provato a chiedere spiegazioni allo storico concessionario, ma in attesa di capire il da farsi nessuna dichiarazione ufficiale.

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