Il trapianto, un gesto di civiltà e carità che sa guardare al di là della morte, rappresenta per la comunità ecclesiastica un atto nobile e meritorio, manifestazione di gioia e speranza denso di significato sociale. La Chiesa incoraggia le iniziative di donazione degli organi, come diffusione di cultura della vita.

Si è così espresso il Monsignor Francesco Cacucci nella lettera inviata in occasione della manifestazione “Inno alla vita” ospitata oggi dal teatro Petruzzelli. Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e della sanità fra cui il prof. Loreto Gesualdo, coordinatore del centro trapianti di Puglia, il prof. Nanni Costa direttore del centro nazionale trapianti, il prof. Vincenzo Malcangi coordinatore del centro trapianti del Policlinico di Bari, il prof. Michele Battaglia direttore del centro trapianti del rene del Policlinico di Bari, il presidente della Regione Puglia dott. Michele Emiliano.

Rendere accessibile il trapianto a chi ne ha bisogno è un diritto fondamentale ed una grande responsabilità e va perseguito attraverso la cooperazione, la condivisione degli obiettivi, la creazione di una rete che deve fare parte di un sistema sanitario, raccogliendone le energie migliori. Migliorare l’impianto organizzativo dei trapianti equivale a migliorare la sanità pugliese in toto. Basti pensare al funzionamento delle sale operatorie che dovrebbero essere attive 24h al giorno.

Ieri a Foggia è stato realizzato un trapianto di rene da vivente con la stretta collaborazione del Dipartimento Interaziendale di Trapianti di Rene (DITRE) costituito da docenti e professionisti del Policlinico di Bari e di Foggia, che, superando barriere aziendali, formali, temporali, concettuali, hanno messo in campo tutte le energie e i saperi, consentendo il 1500mo trapianto in favore di una ragazzina tutta pepe.

Non è facile, soprattutto in un contesto di continuo contingentamento delle risorse umane, tecnologiche e strutturali, da un lato, e di pervasività degli indicatori di performance di qualità e quantità imposti dal Piano Nazionale delle Performance. La vita non ha prezzo, ma ha un costo e per garantire il diritto alla salute, come da precetto contenuto nell’art. 32 della Costituzione, occorrono anestesisti, infermieri, OSS, ma anche amministrativi, ingegneri, architetti…

Nel corso della manifestazione è stata fornita la toccante testimonianza di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza del trapianto da donatore e da ricevente e nelle lacrime si misura la commozione di aver dato una speranza di vita e di rinascita a uno, due o quattro pazienti che, grazie al gesto di infinita generosità ed umanità, sono usciti da una grave malattia il cui esito prevedibile è la morte.

Il sentimento da provare al momento della difficilissima scelta di donare un organo di un proprio congiunto ad un altro che se non lo riceve può morire, non può essere egoistico, ma è quello del rimorso se non la si prende. Le opposizioni dei familiari alle donazioni sono ancora molto alte e non ci si può fermare, ma l’idea che il familiare possa vivere dentro altre persone è la migliore ricompensa che si può ottenere e, al contempo, conferire al progresso scientifico.

Le lacrime di dolore per la perdita di un parente, si trasformano in lacrime di commozione e gioia per aver dato una speranza. E se è vero, come ha detto il Presidente Emiliano, che la vita e la morte non sono eventi immediatamente disponibili agli umani, è pur vero che nel mezzo di questi eventi incontrollabili, la scienza e l’umanità può dare una possibilità di vita a chi invece la sta perdendo.

Pertanto, le campagne di informazione per la diffusione della cultura dei trapianti devono fornire le testimonianze di chi ha maturato il gesto della donazione per creare fiducia e garanzie nei confronti di chi deve decidere al posto di un congiunto.

Il presidente Emiliano sottolinea l’ importanza dell’atto della donazione atto d’amore e di civiltà che si rivela utile per la vita altrui ed è collante di quella civitas che tanto si deve opporre ad una “società liquida” .

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